Empatia contro sensibilità
Empatia contro sensibilità

Empatia contro sensibilità

Treccani definisce l’empatia come “la capacità di comprendere lo stato d’animo e la situazione emotiva di un’altra persona, in modo immediato, prevalentemente senza ricorso alla comunicazione verbale”. Una qualità molto utile per la scrittura, se la conosciamo davvero e la utilizziamo senza farci travolgere dalle emozioni. Te ne parlo con l’aiuto del romanzo L’inconfondibile tristezza della torta al limone di Aimee Bender.

L’inconfondibile tristezza della torta al limone

A 9 anni Rose scopre di avere una strana capacità: riconosce nel cibo le emozioni di chi lo ha preparato. Di solito sono emozioni represse o inconsapevoli, perciò oltre alla difficoltà di gustare i pasti, la bambina deve sopportare il peso del disagio altrui. La rabbia del fornaio mentre impastava i biscotti, la frustrazione della cuoca della mensa scolastica; neanche i migliori ingredienti riescono a contrastarne il sapore. Così, Rose mangia poco e preferisce i cibi industriali, toccati più dalle macchine che dalle persone.

A casa, però, non può fare a meno di confrontarsi con i segreti dei suoi familiari e di sua madre in particolare, una donna allegra e piena di vita che lascia nelle pietanze impronte di tristezza, angoscia e sensi di colpa.

Le abili mani di mia madre avevano fatto il dolce, e la sua mente era stata in grado di equilibrare gli ingredienti, ma lei lì dentro non c’era. (…) Speravo di essermi immaginata tutto – forse era un limone andato a male? o dello zucchero vecchio? – anche se sapevo bene, già nel momento in cui lo pensavo, che il sapore che avevo sentito non aveva niente a che fare con gli ingredienti.

Rose non considera questa sua capacità un dono, bensì una condanna dalla quale difendersi. Si tratta di una sensibilità estrema, difficile da gestire, poco utile, addirittura dannosa se non viene incanalata in qualche modo.

Empatia o disagio?

Man mano che la storia procede scopriamo che Rose non è l’unica in famiglia ad avere una caratteristica fuori dal comune, e ci viene il dubbio, poi la certezza, che gli strani accadimenti siano espressione di un malessere interiore. È un romanzo psicologico mescolato con il genere fantastico; può spiazzare, ma stimola molte riflessioni sui rapporti con le persone.

L’empatia consiste nel riconoscere e capire i problemi dell’altra persona anche quando non siamo d’accordo, forse soprattutto quando siamo in disaccordo. Bisogna comprendere i processi psichici e rifletterli senza giudizio, mostrarli, sostenere la persona nell’affrontarli. Non è condivisione emotiva né accordo; è un tipo di percezione che spiega il comportamento altrui a partire dall’immedesimazione.

Rose non si comporta in modo empatico, perché subisce le emozioni aggiungendo il proprio disagio a quello degli altri individui.

Empatia e scrittura

Quando scrivi per le tue clienti è molto utile capire cosa hanno davvero in mente, per renderlo adeguatamente nei testi. Tre aspetti sono fondamentali:

  • Conoscere la persona, capire cosa vuole trasmettere e in che modo;
  • Valutare gli aspetti tecnici, senza giudizi;
  • Evitare un eccessivo coinvolgimento.

Un lavoro creativo contiene sempre una traccia personale, è inevitabile: da un lato il tuo approccio, la scelta delle parole, lo stile; dall’altro l’impronta che la persona e il suo progetto lasciano in te. È bello che ci sia questo scambio, perché l’obiettività non deve portare a una produzione asettica, ma solo indicarti i limiti del rapporto professionale. Sia per tutelarti che per evitare di contaminare i testi.

Schietta come il limone

La scrittura schietta è incontaminata, fedele riflesso delle intenzioni di chi ha affidato i suoi testi alla tua competenza. Grazie all’empatia riconosci le idee delle tue clienti e le trasformi in scritti autentici. Non sottovalutare però il suo ruolo nella comunicazione in generale. Potrebbe tornarti utile, per esempio, quando il gusto personale diventa il paramentro principale di scelta, e ti tocca far notare alla tua cliente in modo sincero, rispettoso e persuasivo che si è affezionata a una proposta tecnicamente discutibile.

La tua storia personale, infatti, influenza il tuo lavoro sia nella produzione che nel modo in cui ti approcci alle persone. Questo aspetto va riconosciuto e gestito, ed è sempre l’empatia ad aiutarti, perché oltre a riconoscere ciò che fa capo alla cliente, tiene ben distinto ciò che invece riguarda te. Il rischio, altrimenti, è di sentire non la qualità dei concetti, ma il peso delle parole di chi le ha pronunciate.

Appuntamento da non perdere

Ogni mese leggiamo un libro e, partendo da quello, chiacchieriamo di scrittura e di una sua qualità in particolare. Lo facciamo on line.

Copertina dell'articolo sul empatia e scrittura; l'immagine mostra il libro L'inconfondibile tristezza della torta al limone tra le foglie di un albero di limoni.

Schietta come il limone

Il tema di questo mese è l’empatia, lo affronteremo con l’aiuto del romanzo L’inconfondibile tristezza della torta al limone di Aimee Bender. Ne discuteremo on line

giovedì 29 ottobre alle 10.

Compila il modulo per prenotare il tuo posto!

In questo articolo trovi le informazioni su tutti i prossimi appuntamenti; puoi leggere anche com’è nata l’idea di abbinare il cibo alla narrativa per parlare di scrittura.

Consigli di lettura

Aimee Bender. L’inconfondibile tristezza della torta al limone. Minimum Fax. Entra nel mondo di Rose e scopri che sapore hanno le emozioni.

Laura Boella. Sentire l’altro. Conoscere e praticare l’empatia. Raffaello Cortina Editore. Qui un volume per approfondire il tema dell’empatia in generale.

Henrik Fexeus. I segreti della comunicazione efficace. Voce, linguaggio del corpo ed empatia: gli strumenti di un grande mentalista per convincere gli altri. Sonzogno. Qui entriamo nello specifico della comunicazione persuasiva.

Nicola Ghezzani. Il dramma delle persone sensibili. Sensibilità, empatia e disagio psichico. Franco Angeli. Questo, invece, te lo consiglio se ti interessa approfondire l’aspetto legato alla salute mentale.

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