Afrodita: cibi e racconti come inno alla vita
Afrodita: cibi e racconti come inno alla vita

Afrodita: cibi e racconti come inno alla vita

Afrodita è un saggio ironico sulla vita, nel quale i piaceri dei sensi creano un intreccio divertente quanto profondo. Tra le sue pagine c’è spazio per ricordi personali e fatti storici, aneddoti piccanti e ricette afrodisiache.

L’ho scelto per parlare di desiderio nella scrittura e della spinta a essere esigenti; leggendolo scoprirai quanto è semplice, nonostante i nostri sforzi per complicarci l’esistenza, vivere esperienze appaganti.

Afrodita: desiderio di vita

Il libro è diviso in due parti; la seconda è un vero e proprio ricettario nel quale puoi leggere le ricette afrodisiache di Panchita (e chi sarà mai?), con le riflessioni dell’autrice.

La prima parte passa in rassegna tutti gli alimenti conosciuti e anche cose che non chiameresti cibo. Li presenta per le loro proprietà afrodisiache (spesso con ironia) con alcuni consigli per la preparazione e la presentazione. Eppure, questa sezione non è un elenco di proprietà organolettiche ed effetti fisiologici, bensì una raccolta di storie che trovano nel cibo solo il punto di partenza. Storie del desiderio umano di vivere con intensità.

Mi fa sempre sognare il pensiero che la parola desiderio contenga un riferimento alle stelle (de + sidus); rende più chiara l’allusione alla distanza tra chi desidera e l’oggetto desiderato. L’oggetto, in fin dei conti, poco conta; la distanza è ciò che riempiamo con il senso del nostro agire. Desideriamo sempre qualcosa che non abbiamo; proprio questa mancanza ci spinge a muoverci, a vivere. Forse la vita è la strada che percorriamo tra una tappa e l’altra. Nonostante le buche, le deviazioni, i briganti e le tempeste, vale la pena di andare avanti; anzi, proprio perché l’imprevisto è dietro l’angolo dovremmo smettere di complicare ulteriormente il percorso con le nostre paturnie.

Non prendersi troppo sul serio

Da una certa prospettiva potremmo considerare Afrodita un manuale per imparare a vivere. La descrizione degli afrodisiaci è un pretesto per dire che basta poco per stare bene: un racconto, del buon cibo, l’intimità con la persona che ti piace. Tutto il libro è un invito a giocare – a tavola, come a letto, come nella vita.

Mi pento delle diete, dei piatti prelibati rifiutati per vanità, come mi rammarico di tutte le occasioni di fare l’amore che ho lasciato correre per occuparmi di lavori in sospeso o per virtù puritana.

Il sottotitolo, Racconti, ricette e altri afrodisiaci, spiega che il vero afrodisiaco è la storia che costruiamo attorno al cibo, l’atmosfera che creiamo prima di tutto con la nostra disposizione d’animo. Il racconto è un ingrediente che abbellisce la vita, fa parte del gioco sensuale al pari di altri dettagli come il cibo, la musica, le candele, le carezze, i fiori. Tuttavia, non serve controllare ogni aspetto, basta un particolare a guidare un’esperienza ben riuscita.

Nel libro Allende inserisce cenni ai suoi romanzi e a eventi della sua vita; i riferimenti sono spesso piacevoli e quando emergono ricordi dolorosi non si perde quel senso di leggerezza che caratterizza tutta la narrazione. Come un monito ad accettare l’andamento altalenante della vita e a concederci di essere felici, nonostante tutto.

Afrodita e la scrittura

La scrittura è versatile. A ben guardare assolve molteplici funzioni in vari formati; con il suo lessico eterogeneo si presta a esprimere concetti molto diversi, dalle leggi alle emozioni, e crea le atmosfere più disparate. Insomma, è molto generosa, ma chiede qualcosa in cambio: l’accuratezza. Questo si traduce in esecuzione impeccabile e tutta una batteria di azioni correlate, dalle procedure alle relazioni con le persone, senza dimenticare la gestione degli errori.

Esigente come l’uovo

Dalla spinta ad agire provocata dal desiderio – o dall’appetito, per rimanere in tema cibo – deriva la necessità di essere esigenti, il dovere di non accontentarci. Vale in cucina come nella scrittura. Infatti, sia le ricette che i testi hanno bisogno del giusto equilibrio tra regole e creatività. A volte cambiare le fasi di una ricetta ci guida verso risultati stupefacenti, altre volte non seguire le procedure ha effetti disastrosi; Allende in Afrodita lo mostra con abilità.

Consideriamo l’uovo: i passaggi per creare un’ottima maionese o un soffice pan di spagna sono pochi e semplici, ma basta cambiare verso nel montare o invertire l’ordine degli ingredienti e avremo un risultato pessimo. Come l’uovo può diventare zabaione, maionese o un liquido smontato, così le parole possono diventare seduzione, riflessione o un grande errore.

La ricetta ideale per una scrittura efficace prevede la mescolanza armoniosa di perfezione e leggerezza. Entrambe sono utili, entrambe, se portate all’estremo, diventano trappole.

Perfezione e leggerezza

La tensione alla perfezione è uno stimolo a fare sempre meglio e ad avere il controllo della situazione; trovo che sia necessaria nelle procedure e nell’approccio con i clienti. La trappola è quella di accanirsi con l’idea di raggiungere la perfezione assoluta; a volte la conseguenza è di non arrivare mai a una conclusione.

La perfezione assoluta non esiste, anche perché in certi ambiti è pure soggettiva. Per esempio, parlando di testi, qual è un testo perfetto? Possiamo dire che sia efficace oppure no (e dovremmo considerare per chi e per cosa lo sia), possiamo anche pretendere un certo rigore logico e grammaticale; ma se io scrivo un testo che oggi reputo eccellente, fra qualche anno troverò sicuramente qualcosa da cambiare. Mi rapporterò a quel testo con un’esperienza diversa, non solo lavorativa, anche personale e quindi potrebbero venirmi in mente metafore diverse e altri dettagli. Potrei anche aver cambiato opinione nel frattempo.

Leggerezza, al contrario, vuol dire accettare di non essere infallibile e di non poter controllare tutto. Se ho sbagliato non è la fine del mondo, nella maggior parte dei casi posso scusarmi, rimediare, imparare; se le cose non vanno come avevo pianificato posso adattare il piano invece di bloccarmi a metà; se si verifica un imprevisto lo posso gestire.

Diventa una trappola quando mi mostro superficiale, mi accontento di un lavoro che non è alla mia altezza, che non rispetta le mie aspettative o quelle dei clienti, quando non mi assumo le responsabilità dei miei errori.

Afrodita ce lo insegna: dobbiamo occuparci di ciò che possiamo controllare, selezionare pochi elementi essenziali e aprirci alla possibilità del nuovo e del cambiamento.

Appuntamento da non perdere

Partiamo dal libro e chiacchieriamo di desiderio. Lo facciamo on line.

Libro Afrodita di Isabel Allende sul quale è poggiata una scatola di cartone con quattro uova; nei buchi senza uova ci sono pepe in grani e una gerbera gialla. Il cartone è poggiato in modo da coprire l'immagine, ma si intravedono il titolo e il nome dell'autrice.

Esigente come l’uovo

Discussione su scrittura e desiderio a partire dal libro Afrodita di Isabel Allende.

Giovedì 26 febbraio ore 18.

Compila il modulo per confermare la tua presenza e ricevere il link per il collegamento. Ti aspetto!

La discussione sulla scrittura può prendere diverse strade: potremmo parlare di esecuzione, se scriviamo per lavoro (per noi stesse o per clienti); o di come scrivere supporti la nostra volontà di agire, quella necessità di pretendere il massimo senza lasciarci travolgere dai rischi connessi.

Quale direzione prenderemo? Magari imboccheremo più strade, lasciandoci guidare dalle riflessioni scaturite dal libro e dalle esigenze di approfondimento personali.

Leggi in questo articolo le informazioni su tutti i prossimi appuntamenti e scopri com’è nata l’idea di abbinare il cibo alla narrativa per parlare di scrittura.

Consigli di lettura

Isabel Allende. Afrodita. Feltrinelli. Mentre scrivo ci sono anche molte edizioni usate e scontate.

June Pla. Club Godo. Una cartografia del piacere. L’ippocampo. Un manuale di educazione sessuale accessibile e divertente per esplorare il piacere sessuale insieme a chi vuoi tu.

Gabriele Oettingen. Io non penso positivo. Come realizzare i tuoi desideri. Tlon. Approccio teorico e pratico per condurti ad ottenere ciò che desideri. Niente risultati facili, serve un grande impegno, ma il metodo WOOP ti offre una nuova prospettiva, che disintegra il mito che basti immaginare di avere qualcosa per tenere alta la motivazione.

Italo Calvino. Lezioni americane. Mondadori. Sulla leggerezza che sostiene la disciplina, sull’ironia e sulla consapevolezza che non possiamo sapere né controllare ogni cosa.

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