Scrivere a mano libera è un’abitudine che esiste e resiste da millenni. È un gesto semplice quanto prezioso ed è una delle invenzioni più rivoluzionarie della storia. Ha modificato il modo di pensare, comunicare e tramandare la conoscenza e, agendo sulla società e sulla cultura, ha trasformato anche sé stessa. Non c’è dubbio che il progresso tecnologico ne abbia favorito l’efficienza e la condivisione, ma siamo sicure che non ci abbia tolto qualcosa?
Continua a leggere, ti spiegherò perché ha ancora senso praticare la scrittura a mano, nonostante la grande evoluzione digitale.
In questo articolo:
Scrivere a mano per strutturare la società
Accetteresti merce che arriva senza un documento di trasporto? Ti fideresti di quel che dice un funzionario, se non ci fosse un regolamento scritto? Se due persone fanno un incidente, come capisci chi ha ragione? Affideresti un messaggio importante al passaparola?
Secondo me no, no, non lo so e ancora no. Tutte queste cose per noi banali sono possibili grazie alla scrittura, prima bisognava affidarsi alla memoria e al buon senso delle persone. Non fatico a immaginare che fosse un bel casino.
Tra il 3800 e il 3100 a. C. abbiamo cominciato a scrivere, cioè a tracciare segni convenzionalmente riconosciuti per trasmettere significati condivisi. È stato un evento talmente significativo da segnare il passaggio dalla preistoria alla storia. Da quel momento noi esseri umani abbiamo iniziato a registrare le transazioni commerciali, abbiamo potuto tramandare la storia e i racconti, stabilito leggi chiare, consultabili e uguali per tutti (niente stampa, ricordiamolo, per almeno altri 4000 anni).
Se scrivere a mano ha avuto tutti questi effetti positivi sulla società, immagina cosa ha fatto e cosa fa per un singolo individuo. E cosa può fare per te.
Il cervello ringrazia
Ci sono cose che mi vengono molto meglio a mano: gli appunti, le mappe mentali, il calendario editoriale, le bozze e le prime stesure, così come i bigliettini d’auguri, le liste, l’agenda e le riflessioni personali. Faccio prima, mi vengono più idee e mi sento leggera.
Qualunque tipo di scrittura ha effetti positivi sul cervello, ma scrivere a mano potenzia in modo evidente le capacità cognitive grazie a un elemento che oggi sembra un difetto: la lentezza.
Il processo di scrittura manuale è più lento e richiede maggiore concentrazione rispetto alla digitazione su una tastiera, quindi stimola una selezione più accurata e consapevole delle parole. Il cervello ha più tempo per codificare, elaborare i concetti e creare connessioni profonde, facilitando il consolidamento e l’interpretazione delle informazioni.
Quando impugni una penna, il tuo sistema nervoso si trasforma in una vera e propria orchestra. Ogni movimento delle dita attiva circuiti neurali complessi che coinvolgono le aree motorie e quelle sensitive, quelle della memoria, i centri del linguaggio e le zone preposte alla pianificazione e all’elaborazione cognitiva.
È proprio l’atto di creare i segni sulla carta a sostenere questi vantaggi. Digitare è un gesto semplice e ripetitivo, che non stimola il cervello allo stesso modo. Addirittura non interessa tutte le zone cerebrali che partecipano quando scrivi a mano.
Benefici di scrivere a mano
Tutte queste stimolazioni si manifestano in una serie di benefici tangibili a ogni età.
Memoria e apprendimento
Partiamo dalla memoria: il coinvolgimento simultaneo di aree cerebrali diverse stimola la memoria procedurale, mentre l’attivazione profonda e prolungata dell’ippocampo favorisce il consolidamento delle informazioni a lungo termine. Hai mai notato che ricordi meglio gli appunti presi a mano?
Avere una buona memoria, a sua volta, sostiene l’apprendimento, agevolato anche dalla capacità di processare e rielaborare le informazioni in modo più consapevole. Non credere che non ti interessi solo perché hai finito la scuola da un pezzo! L’acquisizione di nuove conoscenze e abilità è qualcosa che ci accompagna sempre, sul lavoro e nella vita personale (è grazie all’apprendimento se i primitivi non sono stati sterminati dalle bestie feroci; è grazie all’apprendimento se sai usare quel nuovo software di design ed evitare la tua collega quando tira una brutta aria).
Scrivere a mano migliora l’attenzione e la concentrazione
La lentezza con cui la mano riporta i pensieri sulla carta induce il cervello a stare focalizzato, sintetizzare e riflettere in maniera profonda su parole e concetti. Questo migliora la concentrazione in generale anche in altri compiti e ti aiuta a mantenere il focus. Per esempio, potresti dimenticare totalmente un impegno segnato sul tuo calendario digitale (forse anche perché le notifiche ci permettono di farlo?), invece scriverlo ti aiuta a ricordarlo e pure a rispettarlo. Diventa un po’ un circolo virtuoso, non trovi? Memoria, concentrazione, memoria. Andiamo avanti.
Meno stress, più creatività
È già molto affascinante vedere i pensieri prendere forma grazie al movimento delle mani, ancor più affascinante pensare che la scrittura si è adattata per mostrare quello che la mente pensa. Sì, perché il cervello tende a trasformare ogni percezione del mondo esterno in un simbolo ed è per questo che siamo passati dai pittogrammi a segni sempre più stilizzati. C’è una tale connessione tra la scrittura manuale e il pensiero che essa ti consente di sfruttare al massimo l’immaginazione e il ragionamento, di esprimerti con originalità e pensiero critico. Inoltre, scrivere a mano ti aiuta a scaricare lo stress che di solito è nemico, oltre che della salute, anche della creatività.
Una traccia personale
C’è poi da dire che la grafia è una caratteristica unica e personale, difficilmente riproducibile, tanto che un giudice potrebbe riconoscerti grazie a una perizia calligrafica. Tutto della tua scrittura parla di te, dalla grandezza alla forma delle lettere, dall’inclinazione alla distanza tra le parole, dalla velocità di esecuzione alla pressione, e se parla di te può anche aiutarti a parlare con te. Scrivere a mano libera è un potente mezzo di connessione con te stessa e ti sostiene nell’organizzare pensieri ed emozioni.
Scrivere a mano ti mantiene giovane
Che palestra per il cervello, eh? Non c’è da stupirsi che la scrittura manuale contribuisca a mantenere il cervello sano e brillante a lungo, aiutandolo a invecchiare bene.
Perché scrivere a mano influenza le nostre emozioni
Mentre la mano si muove sulla carta, il cervello ha il tempo di elaborare le idee e trovare le parole giuste, aiutandoti anche a riconoscere e gestire le emozioni.
Hai mai provato a scrivere quando sei arrabbiata o triste? La lentezza del gesto ti costringe a rallentare anche il flusso emotivo, permettendoti di dare una forma visibile alle tue emozioni e guardare le situazioni da una nuova prospettiva. Così diventa più facile elaborare pensieri e reazioni.
Anche lo sforzo fisico di scrivere a mano ha un suo significato. È un impegno corporeo che ti àncora al presente e ti fa sentire più connessa con il vissuto attuale.
Quindi meglio scrivere a mano libera o usare la tastiera?
Non si tratta di scegliere la pratica migliore in assoluto, ma di comprendere i punti di forza di entrambe.
| Scrittura manuale | Scrittura digitale |
|---|---|
| Migliora l’apprendimento profondo | Veloce e pratica |
| Stimola la memoria a lungo termine | Facilmente modificabile |
| Favorisce l’espressione di sé | Ideale per la condivisione |
La scrittura digitale è pratica ed efficiente, ci supporta quando lavoriamo in condivisione o su testi molto lunghi. È utile soprattutto quando abbiamo raggiunto un buon grado di sviluppo cognitivo perché, come hai visto, la scrittura manuale resta insostituibile per stimolare la creatività, la memoria e l’apprendimento.
Sintesi e rapidità sono vantaggiose in molte situazioni, ma diventano rischiose quando l’uso della scrittura digitale si fa massiccio e quasi esclusivo perché non ci stimola a strutturare il linguaggio in modo articolato (il neurologo Antonio Suppa te lo spiega al minuto 2:53). Può diventare un problema soprattutto in età evolutiva (il neurologo Lorenzo Lorusso te lo spiega al minuto 2:46).
Corsivo o stampatello?
Non è solo una questione di stile: corsivo e stampatello hanno diverse funzioni e caratteristiche.
| Corsivo | Stampatello |
|---|---|
| Maggiore velocità di scrittura | Maggiore leggibilità |
| Sviluppo del pensiero creativo | Precisione nel disegno delle lettere |
| Migliore connessione tra lettere e idee | Minore fatica |
Il corsivo favorisce il naturale flusso del pensiero, rende più evidente la separazione tra le parole ed evita confusioni tra lettere visivamente simili, per esempio p-q e d-b dello stampatello minuscolo. Lo stampatello è caratterizzato da un continuo stacco di penna, per questo è meno fluido, ma è molto utile nel favorire la lettura ed è spesso utilizzato quando sono presenti disturbi specifici dell’apprendimento.
Il corsivo in via di estinzione
È in corso un grande dibattito sull’opportunità di continuare a insegnare il corsivo in particolare; c’è chi la ritiene una pratica obsoleta, c’è addirittura chi afferma che scrivere a mano in generale sia ormai inutile in questo mondo digitale.
Eppure, usare la penna è una grande risorsa soprattutto in età evolutiva, quando bambini e bambine imparano ad affidarsi alle proprie capacità, comprendono l’importanza e l’insegnamento degli errori, ottengono risultati attraverso il loro impegno e misurano i lori progressi nell’affinarsi dei segni che tracciano sul foglio.
Per quanto mi riguarda, voglio continuare a sfruttare il potere della scrittura manuale. E tu?
Il mio invito è di praticare la scrittura in ogni sua forma e coltivare ogni espressione del pensiero.
Consigli di lettura
Raffaele Simone. La terza fase. Forme di sapere che stiamo perdendo. Laterza. Per conoscere gli effetti degli strumenti e del progresso tecnologico sul nostro pensiero.
J.W. Pennabecker, J. M: Smyth. Il potere della scrittura. Come mettere nero su bianco le proprie emozioni per migliorare l’equilibrio psico-fisico. Tecniche nuove. Oggi esistono molti libri sulla scrittura terapeutica, ma Pennabecker è stato il primo ad approfondire e divulgare l’argomento.
