Nome proprio per il nome di brand
Nome proprio per il nome di brand

Nome proprio per il nome di brand

A che serve il naming se posso sfruttare il mio nome e cognome? Per rispondere mi sono presa lo spazio di un articolo, ma se hai fretta ecco la risposta breve: tu e il tuo brand non siete la stessa cosa. Siete legati, certo, non siete sovrapponibili. Vale per le aziende come per i personal brand, in particolare quando la tua attività muove i primi passi.

Il tuo brand può anche avere il tuo nome, ma è opportuno che tu compia una scelta ragionata.

Tutto comincia dal nome

Quando arrivi a scegliere il nome del tuo progetto, il progetto esiste già. Sai chi sei e cosa fai, hai stabilito degli obiettivi, hai una visione chiara, magari hai già alcune clienti. Il mercato, però, non sa ancora che esisti. Il primo modo per dire “Sono qui” è il nome.

Da quando l’uomo ha iniziato a parlare ha potuto manifestare e condividere la propria rappresentazione della realtà.

Per capire la portata di questa conquista dal punto di vista evolutivo, prima ancora che di marketing, pensa che quando non chiamavamo gli oggetti per nome non c’era socialità. Prima la parola, poi la relazione.

Quando una parola diventa nome, accade qualcosa di potente: fissa un significato, crea un riferimento mentale difficilmente modificabile. Oggetti e idee, brand e persone di solito non lo cambiano, perché quel nome fornisce informazioni identitarie, evoca immaginari e crea legami. Parla di te prima ancora che lo faccia tu stessa. Conviene chiederti: che cosa voglio che dica?

A chi serve il naming

Dare un nome è un atto creativo e strategico; se ben progettato crea connessioni forti. Serve a tutti. Aziende, freelance, associazioni, istituzioni, progetti no-profit, collettivi artistici. Serve a qualunque iniziativa che abbia bisogno di essere riconosciuta, consigliata, ricordata.

Ti viene in mente qualcosa che non abbia un nome?

Forse puoi pensare che il naming serva solo a chi ha almeno qualche dipendente, ma non è così. Anche i progetti individuali hanno bisogno di un nome pensato. Almeno quelli che vogliono distinguersi ed essere memorabili.

Caratteristiche del nome proprio

Il tuo nome è comodo, personale, immediato. Spesso anche pratico ed economico: il dominio è quasi certamente disponibile, non ci sono marchi registrati, è facilmente tutelabile, non devi sostenere la spesa per studiare un nuovo nome. Non ti serve il naming, almeno non tutto il processo; potrebbe bastare una consulenza per avere la certezza di aver intrapreso la strada giusta.

Se sei già conosciuta nell’ambiente in cui operi, usare nome e cognome è un’opportunità da tenere in grande considerazione. Per esempio, quando lavori come dipendente e progetti di avviare la tua attività da freelance nello stesso settore.

Ma c’è un ma.

Il tuo nome anagrafico, da solo, non racconta chi sei professionalmente. Non suggerisce un tono, un’immagine, una visione. Non ha valore evocativo, né specificità. È neutro, e se il tuo obiettivo è farti conoscere, la neutralità può diventare un ostacolo.

Poi, pensaci, se il tuo progetto crescerà, se un giorno vorrai coinvolgere altri e altre partner, se avrai dipendenti, se vorrai vendere l’azienda il tuo nome potrebbe diventare un limite.

Quando serve il naming

Potresti avere diversi prodotti e servizi, non puoi certo dare a tutti il tuo nome, in quel caso, non c’è molto da fare, devi studiare uno o più nomi diversi e coerenti tra loro. Ma restiamo nel confine del nome specifico di brand.

Se nessuno ancora ti conosce, un nome diverso da quello anagrafico è una presentazione efficace; in base alla sua struttura può esortare, può far sorridere, può emozionare. Non spiega tutto, ma apre un canale di connessione e da quel momento porta la tua identità nella mente delle persone. Inoltre, definisce i limiti tra l’ambito personale e professionale.

Un nome studiato è:

  • Una promessa;
  • Una visione;
  • Una metafora;
  • Un’emozione;
  • L’inizio di una storia.

Dice molto di te, anche se non dice te.

Deve essere originale? Non per forza, deve funzionare. Soprattutto: deve presentare il tuo progetto e la tua visione.

Se stai valutando l’opportunità di usare il tuo nome e cognome o di studiare un nome diverso, considera tutte le tipologie disponibili e le loro caratteristiche per fare una scelta ponderata.

Consigli di lettura

Linda Liguori. Nomi e naming. Scegliere il nome giusto per ogni cosa. Zanichelli.

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